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Pitigrilli
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Pitigrilli, pseudonimo di Dino Segre (Torino, 9 maggio 1893Torino, 8 maggio 1975), è stato uno scrittore, giornalista e aforista italiano. Ebbe un grande successo in Italia nel periodo tra le due guerre mondiali. Fu autore di romanzi, racconti e articoli di varia intonazione, dal grottesco all'erotico e all'umoristico-satirico.

Il suo nome è legato anche all'mwbaOVRA, la polizia politica fascista, di cui fu informatore e delatore nonostante le sue origini mwbqebraiche; benché professasse la sua innocenza (come sostenuto anche dalla sua famiglia) e di essere stato incastrato con documenti falsi,cite-ref-dubbi-1-0[1] il suo coinvolgimento fu riconosciuto dopo la scoperta del suo nome negli elenchi degli informatori del regime, anche dalla commissione per l'esame dei ricorsi, cosa che gli costò l'ostracismo della cultura italiana mwcgantifascista nel mwcwsecondo dopoguerra.

Contents

Opere
Note

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Biografia

Nacque a mwdwTorino, figlio di David Segre, ex ufficiale dell'esercito, immobiliarista, membro di una benestante famiglia mweaebraica ma mweqateo, e di Lucia Ellena, discendente di una famiglia di contadini piemontesi, di mwegreligione cattolica. All'insaputa del padre, alla nascita la madre lo fece battezzare.cite-ref-morto-2-0[2] Intraprese gli studi classici e nel 1916 si laureò in giurisprudenza a mwfwTorino. Secondo lo stesso Segre, l'origine del suo nome d'arte, già utilizzato nei primi scritti, rimanda ad un episodio della sua infanzia: un giorno chiese alla madre a quale animale appartenesse la pelliccia di cui era foderato il cappotto che indossava e questa gli rispose col termine francese mwgapetit-gris (pronuncia mwgqpëtì ġri, letteralmente “piccolo grigio”), nome vernacolare dello mwggscoiattolo siberiano, pelliccia in italiano nota anche come "vaio". Il suono di quella parola gli piacque così tanto che, italianizzandola in "Pitigrilli", ne fece il proprio mwgwmwhanom de plume.cite-ref-3[3]cite-ref-0-4-0[4]

Appassionato di lettere, Dino Segre intraprese molto presto l'attività mwjggiornalistica, campo in cui ebbe una fortunata carriera. Esonerato dall'arruolamento militare per un difetto cardiaco, iniziò a lavorare come mwjwcritico letterario: lo stile polemico e irriverente dei suoi articoli sul settimanale mwkaIl Mondo, edito da mwkqSonzogno, lo fece notare a mwkgTullio Giordana, che lo chiamò al quotidiano mwkwmwlaL'Epoca. Costui, alla fine del 1918, lo inviò a mwlqTrieste, per scrivere articoli di "alleggerimento" dal drammatico fronte di guerra del confine orientale italiano. Il 24 novembre dello stesso anno Pitigrilli inviò da mwlgFiume, allora fulcro dell'mwlwirredentismo, un articolo-mwmareportage intitolato mwmqFiume, città asiatica,cite-ref-5[5] il cui tono irriverente e anti-nazionalista provocò molto scalpore e irritò le autorità di governo (e in seguito i mwnglegionari mwnwdannunziani), che ordinarono l'immediato sequestro delle copie del giornale.cite-ref-6[6]cite-ref-1-7-0[7] Pitigrilli continuò comunque a lavorare per mwqaL'Epoca, dapprima come inviato a mwqqNapoli e successivamente, nel 1919-20, come corrispondente estero da mwqgParigi.cite-ref-8[8]
Nel luglio del mwsa1924 fondò a mwsqTorino la rivista mwsgmwswLe Grandi Firme, che raggiunse presto una larga diffusione grazie alla collaborazione dei maggiori esponenti della giovane letteratura e dei più quotati mwtadisegnatori e mwtqumoristi italiani, fra cui mwtgGiacinto Mondaini, Vittorio Guerriero e un giovane mwuaAchille Campanile. Successivamente lanciò altri periodici, quali mwuqmwugIl dramma (1925), mwuwLe grandi novelle (1926), mwvaLa Vispa Teresa, mwvqCrimen (primo periodico italiano interamente dedicato alla mwvggiallistica), mwvwI vivi e i romanzetti mwwaÀ frisson mwwqCiondoli d'amore.cite-ref-9[9]cite-ref-1-7-1[7] Nel 1926 cedette le riviste alla tipografia che ne curava la stampa; riprese poi la proprietà delle mwygGrandi Firme dal 1929 al 1937, anno in cui la cedette alla mwywMondadori.cite-ref-10[10]

Nei primi anni di attività giornalistica entrò nelle grazie della mwbqpoetessa mwbgAmalia Guglielminetti, animatrice di un mwbwsalotto letterario ed ex compagna di mwcaGuido Gozzano. La Guglielminetti (di dodici anni più anziana) introdusse Segre negli ambienti letterari; in seguito i due divennero anche amanti; per conoscerla fece arrivare a lei, tramite un professore, una propria dichiarazione in cui la Guglielminetti veniva definita una voce poetica migliore di mwcqDantecite-ref-11[11]. Dino e Amalia fecero coppia fissa dal 1918 al 1920; dopo una prima interruzione la relazione si trascinò poi fino al 1926, quando finì burrascosamente per mano di avvocaticite-ref-segrebruno-12-0[12].

Sulle «Grandi firme», Pitigrilli teneva due rubriche in cui attaccava pesantemente chi non aveva in simpatia "con quella spregiudicatezza e quel mwewcinismo che avevano fatto la fortuna dei suoi romanzi". Dopo la rottura, la Guglielminetti fondò una rivista simile a «Le Grandi firme» con il titolo mwfaLe grazie. Pitigrilli commentò sul suo giornale con una sarcastica battuta: «Amalia Guglielminetti vende le sue Grazie a lire 2,50» (cioè il prezzo di copertina).cite-ref-segrebruno-12-1[12] La poetessa si vendicò denunciandolo per "attività antifascista e offese al Duce". Pitigrilli fu arrestato sulla base di scritti privati contenenti attacchi al duce - principalmente lettere -, in realtà manoscritti falsi redatti dalla Guglielminetti stessa e dal suo amante, un console della mwgqMVSN, il militare ed ex mwggsquadrista mwgwPiero Brandimarte, che lo aggredì anche fisicamente per le sue battute a mezzo stampa sulla poetessa. Pitigrilli fu poi liberato quasi subito e divenne parte offesa nel processo; alla fine Brandimarte ebbe una pena bassa (poi annullata). Dopo un lungo processo la Guglielminetti fu dapprima condannata a due mesi e infine assolta dall'accusa di diffamazione e falso, per temporanea mwhainfermità mentale all'epoca dei fatti.cite-ref-segrebruno-12-2[12] Fu probabilmente in questo periodo (maggio 1930) che, per una supposta fama di blando oppositore al regime che l'arresto gli aveva fruttato, e in quanto ritenuto "un ebreo che a causa delle sue vicende personali non aveva in simpatia gli altri israeliti"cite-ref-battezzato-13-0[13] antifascisti, Segre fu reclutato come spia a pagamento dall'mwjqOVRA, la polizia politica segreta del mwjgregime fascista.cite-ref-segrebruno-12-3[12]

Nell'aprile del mwla1938 il giornalista lasciò anche la direzione delle mwlqGrandi firme, passando il timone all'amico mwlgCesare Zavattini. Nonostante occasionali lodi a mwlwMussolini, la stampa di regime definiva le sue pubblicazioni "un pozzo nero" di immoralità.

Oltreché giornalista, Pitigrilli fu soprattutto un prolifico scrittore, il più noto della sua epoca, autore di romanzi e racconti di grande successo, anche internazionale. Le sue opere più famose e diffuse (mwmqMammiferi di lusso, mwmgLa cintura di Castità, mwmwCocaina, del mwna1920-mwnq21; mwngI vegetariani dell'amore del mwnw1930), caratterizzate da colta spregiudicatezza, ironia dissacratoria, gusto per il paradosso e intrigante umorismo a sfondo mwoaerotico, alimentarono (più ancora che le opere dei contemporanei mwoqMario Mariani e mwogGuido da Verona) l'interesse di un pubblico moderno e smaliziato, alla ricerca di innovative mwowboutade e giochi di parole evoluti.

Dal mwpq1930 Pitigrilli iniziò a viaggiare a lungo in mwpgEuropa, soggiornando prevalentemente a mwpwParigi e tornando in Italia per brevi periodi. Nel mwqa1931 sposò, presso il Consolato italiano di Parigi, con rito civile, Deborah (Riri) Senigallia (o Sinigaglia), figlia di un abbiente industriale tessile, ebrea praticante, da cui l'anno successivo ebbe il figlio Gianni Segre (mwqq1932), divenuto scrittore in lingua francese.cite-ref-14[14]

Nel 1936, ancora ufficialmente coniugato per la legge italiana con Riri, sposò in Svizzera, con rito civile e in seguito cattolico (tecnicamente bigamo per la legge italiana fino a quando rimase vedovo della prima moglie), la torinese Lina Furlan (1903-2000), la prima donna avvocato penalista d'Italia, che era il suo legale quando Pitigrilli aveva intentato causa affinché il figlio Gianni fosse esentato dalle mwsaleggi razziali fasciste. Rimase con lei fino alla morte. Il matrimonio religioso fu officiato per procura nel 1940 da monsignor Montini, il futuro mwsqPaolo VI. mwsgBruno Segre descrisse la Furlan come una "fervente cattolica e mwswantisemita".cite-ref-segrebruno-12-4[12] Già allieva di mwuaLuigi Einaudi, era un avvocato dall'oratoria molto accesa, con diverse cause vinte in favore di donne accusate di vari criminicite-ref-15[15] e per questo molto ammiratacite-ref-16[16], ma le sue idee, sempre secondo Bruno Segre, forse influenzarono anche Pitigrilli, l'ex "gaudente e mwwqlibertino" che divenne più conservatore.cite-ref-segrebruno-12-5[12]

Da quell'unione nacque, nel 1943, il figlio Pier Maria Furlancite-ref-17[17] (poi Pier Maria Furlan Pitigrilli - Torino, 15 aprile 1943 - Torino, 19 gennaio 2022 cite-ref-cognome-18-0[18]cite-ref-19[19]), che divenne noto psichiatra, docente di Psichiatria all'Università di Torino e poi preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia nello stesso ateneocite-ref-20[20].

Nel mw2a1940 Pitigrilli rischiò, in quanto ebreo, di finire mw2qinternatocite-ref-21[21] almw3gl'Aquila, se non fosse stato per l'interessamento di mw3wEdvige Mussolini che gli valse la liberazione. Terminò poco dopo il suo ruolo nell'OVRA. Dopo l'mw4a8 settembre 1943 e l'occupazione nazista dell'Italia, decise di riparare in mw4qSvizzera, cominciando a scrivere articoli di tono antifascista; il parroco di mw4gVoldomino, don mw4wPiero Folli, lo aiutò a valicare il confine tra mw5aDumenza e mw5qAstano e lì rimase, con la famiglia, fino al mw5g1947.

Negli anni dell'immediato dopoguerra la sua popolarità diminuì radicalmente a causa delle rivelazioni sul suo ruolo di confidente dell'mw7aOVRA, anche dopo le mw7qleggi razziali (tentò inutilmente anche di essere "mw7garianizzato" dal mw7wTribunale della razza), che gli fecero guadagnare la riprovazione e il disprezzo dell'opinione pubblicacite-ref-22[22]. Nel primo elenco di 620 informatori segreti dell'OVRA pubblicato sulla mw9amw9qGazzetta Ufficiale il 2 luglio mw9g1946cite-ref-23[23] vi era infatti il nome di Dino Segre, con un compenso di 5.000 lire al mese, cifra decisamente considerevole per l'epoca.cite-ref-2-24-0[24] Nel saggio che mw-wUmberto Eco gli ha dedicato, intitolato mwaqaL'uomo che fece arrossire la mamma (oggi raccolto ne mwaqeIl superuomo di massacite-ref-25[25]), l'autore sottolinea come, nel giudizio su Pitigrilli, l'influenza negativa della sua vicenda politica e umana sia tale da aver offuscato, mettendola in secondo piano, l'innegabile originalità e validità della sua opera letterariacite-ref-26[26]. Sia Pitigrilli che la moglie e il figlio hanno sempre sostenuto la falsità delle accuse, secondo loro dovute alla poca simpatia come intellettuale e come persona che riscuoteva dagli ambienti antifascisti, che lo avevano subito sospettato anche prima che li frequentasse.cite-ref-0-4-1[4]cite-ref-3-27-0[27]

Di grande rilevanza, a detta dello stesso Pitigrilli, fu il suo tardivo avvicinamento alla mwarmfede cattolica, evento di cui parla nel volumetto mwarqLa Piscina di Siloe, edito nel mwaru1948,cite-ref-morto-2-1[2] ripercorrendo le tappe del proprio percorso culturale e raccontando di come, passo dopo passo, partendo dall'mwaroateismo e dall'indifferenza, attraverso varie esperienze in ambito mwarsspiritico e mwarwmedianicocite-ref-morto-2-2[2], frequentando anche il noto mwasesensitivo torinese mwasiGustavo Rol, sia giunto ad una svolta nella propria vita e nei propri convincimenti, che l'hanno portato a convertirsi abbracciando infine il mwasmcredo cattolico. A seguito della conversione, Pitigrilli rinnegò le sue prime opere, ritirando dal commercio le copie residue e vietandone la ristampa.cite-ref-siloe1-28-0[28]

Nel mwask1948 si trasferì in mwasoArgentinacite-ref-morto-2-3[2], rimanendovi per dieci anni, forse aiutando mwas8Evita Perón nella redazione finale del suo celebre testo mwataLa razón de mi vida, e scrivendo sul giornale mwateperonista mwatiLa Razón.cite-ref-segrebruno-12-6[12] Rientrato in Europa, si stabilì a Parigi, tornando di tanto in tanto in Italia per trovare la famiglia, che era rimasta a Torino. Fu proprio nella sua casa torinese che, l'8 maggio mwatc1975 (giorno antecedente il suo ottantaduesimo compleanno), lo colse la mortecite-ref-morto-2-4[2]. Nei suoi ultimi anni scrisse perlopiù libri a sfondo religioso e articoli nel periodico mwatwfrancescano per corrispondenza mwat0mwat4Messaggero di Sant'Antonio, edito dai frati mwat8antoniani di mwauaPadova.cite-ref-battezzato-13-1[13]

La collaborazione con l'OVRA

Oltre alla notorietà per la sua produzione letteraria, Pitigrilli è stato identificato come informatore dell'mwaucOVRA, la mwaugpolizia segreta dell'mwaukItalia fascista.cite-ref-morto-2-5[2]

La sua azione di spionaggio e di delazione portò all'arresto di numerose personalità dell'mwau8antifascismo, per lo più torinesi e appartenenti al movimento mwavaGiustizia e Libertà.cite-ref-29[29] Nel marzo del mwavu1934 Pitigrilli causò l'arresto e l'incarcerazione di mwavyLeone Ginzburg, mwavcGiuseppe Levi e mwavgGino Levi Martinoli (rispettivamente marito, padre e fratello di mwavkNatalia Ginzburg), mwavoCarlo Levi e suo fratello Riccardo, mwavsCarlo Mussa Ivaldi, mwavwBarbara Allason, mwav0Sion Segre Amar (suo cugino; tuttavia il figlio di questi nega che fu Pitigrilli a farlo arrestare, ma che lo scrittore al contrario, benché non fossero in buoni rapporti «avrebbe operato per far giungere una mazzetta, preparata da mio zio Nello, ai giudici, tramite l’allora capo della polizia mwav4Bocchini, affinché fossero clementi nella loro sentenza»cite-ref-30[30]), e altri sette antifascisticite-ref-31[31].

Il 15 maggio mwawg1935, a seguito delle dichiarazioni di Pitigrilli secondo cui la redazione de mwawkLa Cultura sarebbe stata «un ago calamitato sul quale si raduna tutta la limatura di ferro dell'antifascismo torinese», in casa di mwawoGioele Solari vennero arrestati altri appartenenti al gruppo di Giustizia e Libertà e alla redazione della rivista mwawsmwawwLa Cultura, tra cui mwaw0Vittorio Foa, mwaw4Cesare Pavese, mwaw8Leone Ginzburg, mwaxaFranco Antonicelli, mwaxeCarlo Levi, mwaxiMassimo Mila, mwaxmMichele Giua e mwaxqVindice Cavalleracite-ref-32[32], mwaxkGiulio Einaudi, mwaxoAugusto Monti e mwaxsPiero Martinetti. Fu allontanato come "sospetto" da mwaxwEmilio Lussu, che lo minacciò intimandogli di "levarsi dai piedi" e lo definì "artista nato spia".cite-ref-segrebruno-12-7[12]

Nel giugno mwayi2016, in un'intervista andata in onda su mwaymmwayqRai 1, il figlio dello scrittore, Pier Maria Furlan Pitigrilli, ha affermato che il coinvolgimento del padre nell'OVRA fu il frutto dell'invenzione di un programma radiofonico di mwayuRadio Baricite-ref-33[33]. Probabilmente il riferimento è ad un annuncio diffuso da Radio Bari del 1943, ripreso dal mwayoGiornale d'Italia nel gennaio del 1944, che ebbe però risonanza soprattutto dopo la mwaysLiberazione, che ammoniva a prestare attenzione a Pitigrilli, definito «scrittore mwaywpornografico»,cite-ref-0-4-2[4] (riprendendo un'espressione del mwazesocialista mwaziMichele Giua che avrebbe poi fatto arrestarecite-ref-3-27-1[27]) come «un delatore che ha già denunciato alle autorità fasciste una cinquantina di persone».cite-ref-3-27-2[27] Secondo Furlan Pitigrilli, la colpevolezza dello scrittore sarebbe una calunnia diffamatoria:

«Le colpe che gli sono state attribuite non sono mai state realmente provate. E mi permetto di ricordare la pubblica difesa di mio padre da parte di

Indro Montanelli

, così come la rassicurazione che mi diedero personalmente

Giulio Andreotti

e

monsignor Montini

.

Natalia Ginzburg

, che faceva leggere le sue prime novelle a Pitigrilli, in "

Lessico famigliare

" ne parla bene, e con

Rita Levi Montalcini

– che lo cita affettuosamente nel suo libro - passammo una piacevole serata, smentendo quelle infamanti accuse. [...] Le dicerie che le vere spie fossero personaggi insospettabili sono ora per me stimolo a improvvisarmi storico, a confrontare le non poche contraddizioni tra gli accusatori nella convinzione che fosse diventato un comodo capro espiatorio. Sarà mia cura non trascurare nessuna notizia utile a scagionarlo [...] uno scettico conservatore come lui non sapeva difendersi. Le cito un suo aforisma: "Se ti accusano di aver rubato la Tour Eiffel, prima scappa". Non credeva nella giustizia degli uomini, e anche per questo il suo ritorno alla Chiesa cattolica, pur non praticante, fu autentico.

»

Le figlie di mwaaiVittorio Foa, intervistate nel dicembre 2016 per il canale televisivo mwaammwaaqRai Storia dal giornalista mwaauPaolo Mieli, hanno replicato accusando Pitigrilli di essere effettivamente membro dell'OVRA: secondo Foa più per forte avversione personale agli antifascisti di GL che per denarocite-ref-3-27-3[27], secondo Anna Foa per "mwaaoodio di sé" come ebreo («per la sua attività come informatore, Pitigrilli guadagnava ben 5000 lire al mese. Ma nostro padre diceva che Pitigrilli più che per soldi lo faceva per divertimento»), pur non professandosi nemmeno però un convinto fascistacite-ref-segrebruno-12-8[12].

Nel luglio 1946, fra i collaboratori dell'OVRA pubblicati sulla mwabaGazzetta Ufficiale compare il nome Dino Segre,cite-ref-34[34] informatore numero 373cite-ref-2-24-1[24]. Pitigrilli fece ricorso, con l'appoggio di mwabkGiulio Andreotticite-ref-cognome-18-2[18], ma la Commissione incaricata decretò che la colpevolezza di "Segre detto Pitigrilli" era dimostrata "irrefutabilmente"cite-ref-3-27-4[27].

Esistono e sono state tramandate, infatti, le relazioni su celebri esponenti dell'antifascismo torinese che Dino Segre aveva inviato all'OVRAcite-ref-35[35], sebbene il figlio sostenga trattarsi di falsi come nel caso delle lettere antifasciste del caso Guglielminetti, ad opera di persone già coinvolte all'epoca.cite-ref-dubbi-1-1[1]

Opere

Il Natale di Lucillo e Saturnino, Milano, Sonzogno, 1915.
Le vicende guerresche di Purillo Purilli bocciato in storia, Torino, Lattes, 1915.
Teofilo Barla e il canto detto "La bandiera dei tre colori", Torino, Gustavo Gori, 1917.
Amalia Guglielminetti, Milano, «Modernissima»cite-ref-36[36], 1919.
La balbuzie; Whisky e soda; Purificazione; Il cappello sul letto, Milano, Vitagliano, 1920cite-ref-37[37].
Mammiferi di lusso (*), Milano, Sonzogno, 1920.
Ingannami bene, Milano, Casa Editrice Italia, 1920.
La cintura di castità (*), Milano, Sonzogno, 1921.
Cocaina (*), Milano, Sonzogno, 1921.
Oltraggio al pudore (*), Milano, Sonzogno, 1922.
La Vergine a 18 carati (*), Milano, Sonzogno, 1924.
Pitigrilli in tribunale col pittore Adolfo Magrini, il dott. Aristide Raimondi ed altri, imputati di oltraggio al pudore a mezzo della stampa, Napoli, Rocco, 1926.
L'esperimento di Pott, Milano, Sonzogno, 1929.
I vegetariani dell'amore, Milano, Sonzogno, 1931.
Dolicocefala bionda, Milano, Sonzogno, 1936.
Le amanti; La decadenza del paradosso, Torino, Edit. Associati-Tip. Salussolia, 1938.
La meravigliosa avventura, Milano, Sonzogno, 1948.
La piscina di Siloe, Milano, Sonzogno, 1948.
Il farmacista a cavallo, Milano, Sonzogno, 1948.
Saturno, Milano, Sonzogno, 1948.
Mosè e il cavalier Levi, Milano, Sonzogno, 1948.
Lezioni d'amore, Milano, Sonzogno, 1948.
Confidenze (conferenza), Monza, Tipografia sociale, 1949.
Pitigrilli parla di Pitigrilli, Milano, Sonzogno, 1949.
Apollinaria. Poemetto. Seguito da cinque novelle, Milano, Sonzogno, 1950.
L'ombelico di Adamo, Milano, Sonzogno, 1951.
Peperoni dolci, Milano, Sonzogno, 1951cite-ref-38[38].
Il sesso degli angioli, Milano, Sonzogno, 1952.
Dizionario antiballistico, Milano, Sonzogno, 1953.
La moglie di Putifarre, Milano, Sonzogno, 1953.
Gusto per il mistero, Milano, Sonzogno, 1954.
Come quando fuori piove, Milano, Sonzogno, 1954.
La danza degli scimpanzé, Milano, Sonzogno, 1955.
L'«affaire Susanna» (Short stories e storie in shorts), Milano, Sonzogno, 1955.
L'amore ha i giorni contati, Milano, Sonzogno, 1956.
Il pollo non si mangia con le mani. Galateo moderno, Milano, Sonzogno, 1957.
I figli deformano il ventre, Milano, Sonzogno, 1957.
L'amore con la O maiuscola, Milano, Sonzogno, 1958.
La Maledizione, Napoli, Rocco, 1958.
Sacrosanto diritto di fregarsene, Milano, Sonzogno, 1959.
Amore a prezzo fesso (Short stories e storie in short), Milano, Sonzogno, 1963.
I pubblicani e le meretrici, Milano, Sonzogno, 1963.
Lo specchio e l'enimma, Padova, Edizioni del Messaggero di Sant'Antonio, 1964cite-ref-39[39].
I Kukukuku, Milano, Sonzogno, 1964.
Odor di femmina, Milano, Sonzogno, 1964.
Il dito nel ventilatore, Milano, Sonzogno, 1965.
La donna di 30, 40, 50, 60 anni (Una croce sull'età), Milano, Sonzogno, 1967.
La bella e i curculionidi, Milano, Sonzogno, 1967.
Queste, coteste e quelle, Milano, Sonzogno, 1968.
Amori express, Milano, Sonzogno, 1970.
Sette delitti, Milano, Sonzogno, 1971.
Nostra signora di miss tiff, Napoli, Marotta, 1974.

A seguito della sua conversione al cattolicesimo, Pitigrilli rinnegò le sue prime opere, e ne vietò la ristampacite-ref-siloe1-28-1[28] dal 1948 in poi; inoltre, ritirò dal commercio tutte le copie residue dei libri indicati con l'asterisco: (*)cite-ref-40[40]cite-ref-41[41] Tuttavia mwae4Cocaina e mwae8Mammiferi di lusso sono stati in seguito riediti da mwafaBompiani nel mwafe1999 e nel mwafi2000.

Note

cite-note-dubbi-11. mwafsmwafwmwaf0Dubbi su Pitigrilli spia dell’Ovra. Parla il figlio, su mwaf4RomaDailyNews, 20 dicembre 2017. mwaf8URL consultato il 18 luglio 2025.
cite-note-morto-22. mwag0mwag4mwag8È morto Pitigrilli, in mwahamwaheLa Stampa, 9 maggio 1975, p.mwahi 9. mwahmURL consultato il 5 agosto 2013.
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Bibliografia

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• mwa1qFranco Fucci, Le polizie di Mussolini, la repressione dell'antifascismo nel Ventennio, Milano, Mursia, 1985.
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• Domenico Zucaro, mwa1kLettere all'O.V.R.A. di Pitigrilli, Firenze, Parenti, 1961
• mwa1sDomenico Zucaro, Lettere di una spia. Pitigrilli e l'OVRA, Milano, Sugarco, 1977.

Voci correlate

• mwa18OVRA.

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itPitigrilli, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itPitigrilli, su sapere.it, De Agostini.
• citerefdbiFrancesca Ottaviani, SEGRE, Dino, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 91, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2018.
• citerefopen-library(EN) Opere di Pitigrilli, su Open Library, Internet Archive.
• citerefgoodreads(EN) Pitigrilli, su Goodreads.